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Meda: Due domande a Pierluigi Masiero, referente e fondatore del gruppo cittadino di Pro Italia

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Così parla uno dei co fondatori del gruppo cittadino di Futuro Nazionale che ha scelto di lasciare per aderire a Pro Italia presentando e aprendo i lavori del nuovo gruppo Medese.

Le dichiarazioni di Pierluigi Masiero si inseriscono in un quadro politico medese che, pur trovandosi ancora a diversi mesi dall'apertura ufficiale della campagna elettorale per le amministrative del 2027, appare già in fermento. Negli scorsi mesi Vivere Meda ha più volte evidenziato come siano in corso movimenti, interlocuzioni e possibili riposizionamenti sia all'interno dell'area di centrodestra sia tra le realtà civiche e identitarie che stanno cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo.

La nascita e il radicamento sul territorio di Pro Italia rappresentano uno degli elementi di novità di questa fase. Resta da capire se il progetto riuscirà a consolidarsi nei prossimi mesi e quale peso potrà avere nello scenario elettorale del 2027, soprattutto considerando la dichiarata volontà di non individuare, almeno allo stato attuale, punti di convergenza né con il centrosinistra né con l'attuale maggioranza di centrodestra.

Le prossime settimane saranno probabilmente decisive per comprendere se l'attuale frammentazione dell'area alternativa al centrodestra si tradurrà nella nascita di nuove alleanze oppure nella presenza di più liste in competizione. Uno scenario che potrebbe incidere in maniera significativa sugli equilibri della prossima tornata amministrativa.

Queste le nostre due domande a Masiero e le sue risposte:

Se non erro, Lei era tra i cofondatori, insieme a Terraneo, del gruppo medese di Futuro Nazionale. Cosa l'ha spinta a fare una scelta diversa? Quali sono i punti di contatto e quelli distintivi rispetto al movimento dell'ex generale Roberto Vannacci?

«Sì, sono stato tra coloro che, il 1° marzo, volevano contribuire concretamente all'iniziativa politica del Generale Vannacci. Oggi, però, il quadro è cambiato radicalmente. Molte delle persone che allora erano pronte a sostenerlo – direi circa il 90% di quelle che conosco – hanno già preso le distanze.

Anche l'organizzazione sindacale di cui faccio parte, UGL Credito, che inizialmente guardava con favore al progetto, si trova oggi in una fase di attesa. Il problema, a mio avviso, è che nel tentativo di arrivare rapidamente in Parlamento si stanno aggregando realtà molto diverse tra loro.

Futuro Nazionale rischia così di trasformarsi in un contenitore di correnti interne: il partito di Gianni Alemanno vi è confluito dopo essersi sciolto, Italexit è entrato mantenendo però la propria struttura, parte di CasaPound sostiene il progetto e, almeno al Nord, la Lega sembra averne assunto una forte influenza. Un'evoluzione che considero distante dagli ideali inizialmente richiamati da Vannacci.

Chi volesse approfondire il mio punto di vista può leggere il mio articolo pubblicato sul blog Sulle Barricate, dedicato al fenomeno Vannacci e alla domanda di alternativa politica rimasta inevasa.

Con l'arrivo del Generale, Pro Italia ha inevitabilmente visto restringersi lo spazio politico che stava costruendo con fatica, anche perché molti temi affrontati sono simili. Senza una pari forza mediatica, la fase che si aprirà sarà inevitabilmente complessa almeno fino alle prossime elezioni politiche. Ritengo però che, una volta conclusa quella stagione, emergerà come molte delle proposte avanzate dal Generale – già deboli in partenza – non abbiano trovato concreta realizzazione, analogamente a quanto accaduto in passato con diverse promesse avanzate da Lega e Fratelli d'Italia.»

Qual è il vostro orientamento in vista delle prossime elezioni amministrative? Correrete da soli o pensate a un candidato sindaco identitario?

«È ancora presto per trarre conclusioni definitive. Tuttavia il primo riscontro ottenuto sul territorio è stato nettamente superiore alle aspettative. Per l'incontro con il Segretario Nazionale di Pro Italia, organizzato la mattina del 26 giugno al Mikka, avevo prenotato un tavolo per dieci persone e ci siamo ritrovati in circa trenta. Un risultato che ci ha sorpreso positivamente e che lascia ben sperare.

È inoltre probabile che oggi a Meda Pro Italia conti già un numero di iscritti superiore a quello di Futuro Nazionale, anche perché alcuni loro militanti hanno deciso di aderire al nostro progetto.

Le valutazioni politiche sulle elezioni verranno fatte nel corso del prossimo anno, quando il quadro sarà più definito. Una cosa, però, posso affermarla con chiarezza: non vediamo punti di contatto né con il centrosinistra né con l'attuale centrodestra.

Secondo molti osservatori della politica cittadina, questa amministrazione rappresenta una delle peggiori che Meda abbia avuto dopo il primo governo Taveggia. Poiché il centrodestra riproporrà con ogni probabilità gli stessi consiglieri, che riteniamo i principali responsabili di una politica distante dalle esigenze della città, sarà molto difficile immaginare convergenze con l'attuale maggioranza.

Il nostro è un progetto di medio periodo. Oggi la priorità è coinvolgere i giovani. Pro Italia è un partito giovane anche nella propria classe dirigente: il presidente, che è il più anziano della segreteria nazionale, ha appena 39 anni.

Nel frattempo continueremo a portare avanti le nostre battaglie per il territorio. Per le amministrative ci sarà tempo per fare le opportune valutazioni.»



Questo è un articolo pubblicato il 16-07-2026 alle 09:56 sul giornale del 16 luglio 2026 - 61 letture






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