Comunità energetica: via libera in consiglio tra speranze e qualche riserva
Il Consiglio comunale approva con voto quasi unanime, per l'astensione del Polo Civico, l'adesione al progetto di comunità energetica di Cer-SoCer. Opposizioni convinte dalla potenzialità del progetto, non ostative ma ugualmente esternate alcune riserve sullo statuto dell'associazione.
MEDA – Il Consiglio comunale ha discusso e approvato l’adesione al progetto della Comunità Energetica Rinnovabile, iniziativa che punta a favorire la produzione e la condivisione locale di energia da fonti rinnovabili. In fase di voto è arrivato anche il sostegno sia del Partito Democratico che di Sinistra Ambiente e Impulsi , mentre il consigliere del Polo civico per Meda,Rina Del Pero, ha scelto l’astensione.
Il dibattito in aula si è concentrato soprattutto su due aspetti: la quota associativa prevista dallo statuto e la struttura degli organi dell’associazione.
I dubbi dell’opposizione sulla quota associativa
Dai banchi dell’opposizione sono state espresse alcune perplessità legate alle parti dello statuto che non definiscono in modo preciso alcuni aspetti operativi.
In particolare è stato evidenziato come la quota associativa non sia indicata nello statuto, che non chiarisce:
se sarà effettivamente richiesta
quale potrà essere l’importo
con quali criteri verrà stabilita.
Tra le ipotesi emerse nel dibattito vi è anche quella di prevedere un accantonamento preventivo nel bilancio comunale per coprire un’eventuale futura quota associativa del Comune.
Secondo quanto discusso in aula, fino alla fine del 2027 non dovrebbe comunque essere richiesta alcuna quota, ma l’accantonamento permetterebbe all’amministrazione di essere pronta nel caso in cui il contributo venisse introdotto negli anni successivi.
Nonostante queste riserve, l’opposizione ha comunque riconosciuto la bontà del progetto e le sue potenzialità per il territorio.
Il tema dei tempi
Durante il confronto il Consigliere Proserpio (Sinistra Ambiente - Impulsi ) ha sottolineato in fase di dichiarazione di voto anche la questione dei tempi.
Secondo l'esponente di opposizione , il progetto partirebbe con almeno tre anni di ritardo, ha comunque espresso l’auspicio che la comunità energetica possa diventare operativa entro la fine dell’attuale consigliatura.
Un progetto più ampio rispetto a tre anni fa
Durante la presentazione tecnica è emerso come il progetto oggi ipotizzato abbia una dimensione più ampia rispetto a quella di cui si parlava circa tre anni fa, quando l’ipotesi iniziale era stata costruita su una configurazione limitata al solo territorio di Meda e questo proprio grazie all'attrattività che le comunità energetiche stanno realizzando di avere in corso d'opera.
Il modello illustrato oggi prevede infatti, configurazioni energetiche più estese, basate su più cabine primarie e sulla possibilità di coinvolgere territori appartenenti a diversi comuni, intesi più come aree servite dalla stessa infrastruttura elettrica che come amministrazioni.
Partnership strategica e forte con Confartigianato
Un elemento centrale emerso riguarda anche l’esperienza maturata nel territorio comasco, che ha portato alla costruzione di una partnership strategica con APA Confartigianato.
In questo scenario le PMI artigiane rappresentano un bacino particolarmente importante perché possono svolgere una duplice funzione:
consumatori di energia e produttori di energia rinnovabile, ad esempio attraverso impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni.
Ridurre la dipendenza dalle fonti fossili
Sempre secondo quanto illustrato durante la relazione tecnica del progetto, la partecipazione a una comunità energetica permetterebbe ai soci di:
ridurre la dipendenza dalle fonti fossili ed allo stesso tempo attenuare l’impatto delle fluttuazioni del mercato energetico In uno scenario internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezza proprio sugli asset energetici, questo aspetto potrebbe diventare sempre più rilevante anche nelle scelte strategiche delle amministrazioni locali come quella di Meda stabilizzando nel tempo i costi legati al consumo di energia elettrica.
Meda come territorio strategico
Proprio per la presenza diffusa di imprese artigiane e manifatturiere, Meda potrebbe rappresentare una piazza particolarmente interessante per lo sviluppo della comunità energetica.
Il territorio potrebbe infatti attrarre soci nella duplice funzione di:
consumatori di energia
produttori di energia rinnovabile.
L’equilibrio tra produzione e consumo:
Durante la presentazione è stata inoltre evidenziata una dinamica tipica delle comunità energetiche che da statuto ricordiamo essere, tra l'altro, organizzazioni no-profit
Le configurazioni devono rimanere a saldo zero sotto il profilo economico ma anche in equilibrio tra energia prodotta e consumata.
Per questi motivi è fisiologico che nel tempo alcune configurazioni possano diventare sistemi chiusi a nuovi ingressi, quando il consumo dei soci assorbe completamente l’energia prodotta all’interno del cluster.
In quel caso l’eventuale ingresso di nuovi membri richiederebbe nuovi impianti di produzione oppure la creazione di ulteriori configurazioni energetiche.
In questo senso la sensazione del rischio di farsi sfuggire una potenziale ottima occasione che porterebbe un così grande beneficio a più livelli a fronte di qualche perplessità sullo statuto dell'associazione, è stata percepita dall'intero consiglio che infatti delibera a grande maggioranza la richiesta di adesione e decreta l'immediata esecutività della delibera.
Vi rimandiamo alla nostra pagina Facebook per alcuni approfondimenti su quanto è stato discusso ed illustrato in consiglio comunale.
Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2026 alle 22:28 sul giornale del 06 marzo 2026 - 83 letture
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